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Fontana delle tradizioni Oriesi

Scultura monumentale in marmo – opera unica


Il Maestro Abele Vadacca realizza nel 2002 ad Orio Litta, un paese della Bassa Lodigiana che si affaccia sul Pò, definendo i confini
Tra la terra di Romagna e la Lombardia, la “Fontana delle Tradizioni Oriesi” .
L’opera voluta dall’allora Amministrazione Comunale e realizzata con il sostegno di privati, è stata destinata ad un o dei punti più belli e rappresentativi del paese, la piazza antistante al Municipio, sulla quale affacciano le poste, le scuole ed uno dei simboli distintivi e motivo di lustro per il paese: l’incantevole Villa Litta Carini (meraviglioso esempio di architettura italiana del ‘700).
L’ubicazione, conferisce forza al messaggio dell’opera, un monumento che parla alla gente, a tutta la gente e racconta di un paese ricco di cultura , e tradizioni, la cui storia affonda negli antichi insediamenti dei monaci Gerolomini, che per primi gettano il seme di una cultura agricola e di produzione alimentare che oggi è diventato il simbolo di eccellenza in tutto il mondo .
Ed è propio a questa gente e di questa gente che l’opera racconta. Popolo mite e laborioso dedito al concetto di famiglia , al rispetto della natura in un sodalizio fruttuoso stretto ormai da secoli.
Il materiale scelto è tra i preferiti del maestro che hanno visto negli anni successivi un susseguirsi di opere pubbliche ubicate in Italia ed all’estero.
 Ne citiamo solo alcune più importanti in Italia nelle provincie di Como,  Lucca,  Pescara, Lecce.
Oltre alle opere appartenenti a  collezioni private che si trovano in Europa, Stati Uniti d’America, Nuova Zelanda, Australia .
La fontana, ha una vasca di forma ottagonale realizzata in marmo Bardiglio delle Alpi Apuane, è un monoblocco del diametro di più di 2 metri, ha 8 lati di circa 70 cm l’uno e un’altezza al bordo di 70 cm. .
Le forme geometriche della vasca  si ammorbidiscono in un espressione stilistica che il Vadacca accentuerà sempre di più negli anni avvicinandosi a forme liquide e sinuose .
Delle 8 facce dell’ottagono 4 sono dedicate alle stagioni o fasi della produzione del formaggio che più di tutti è simbolo di sapienza e maestria di questa terra, il Grana Padano.
Nell’ordine: la semina , la mietitura , la mungitura, e la stagionatura del grana.
Tutto ripercorre il delicato e antico processo di produzione del trifoglio che è ‘seme’ di un risultato gastronomico unico al mondo, svelando un processo quasi alchemico.
Le immagini solleticano lo spettatore e comunicando in modo semplice e universale portano chi osserva a riflettere e a documentarsi .
Il metodo espressivo ricorda le rappresentazioni scolpite che venivano utilizzate ampiamente in epoca medioevale ( Antelami e Wiligelmo) per comunicare e far conoscere a tutti eventi religiosi, all’epoca preclusi ai più.
Un metodo semplice e figurativo per trasmettere il sapere.
Al centro della vasca si erge una stele in marmo bianco P , candido .
Ognuna delle due facce è scolpita sempre a bassorilievo; una  rappresenta il rapporto di unione tra l’uomo e la mucca alla quale l’uomo deve secoli di prosperità e di aiuto al sostentamento, generatrice della sostanza primaria nel settore caseario il latte. Sulla seconda faccia rivolta verso la Villa Litta Carini è raffigurata la scena in cui un monaco consegna una pergamena ad un bimbo . Effige imperitura dell’importanza del passaggio delle tradizioni e de rispetto che ogni generazione deve avere per la successiva e l’ascendente .
Non ultimo un dettaglio curioso un foro che perfora la stele marmorea , anticipazione di tutta la ricerca artistica che porta oggi l’artista a indagini profonde sul concetto di pieno e vuoto , materia e antimateria . Proprio questo foro è un ustorio re inno alla tradizione , l’osservatore pendo le spalle al municipio può da un preciso punto di osservazione traguardare un’altra scultura importantissima per la comunità , L”Uomo de Vori” la sua sagoma consumata dal tempo si staglia ancora imponente sul tetto della villa Litta, ed è così che in un gesto di grande attenzione e dialogo lo scultore apre un dialogo tra la scultura del passato e la fontana delle tradizioni , scultura contemporanea  che non è dimentica di chi fu prima di lei.

Anno

2002

Dimensioni

150x150x 200 cm

Luogo

Orio Litta ( Lodi )