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01. Riguardo a

Abele Vadacca

” Vero artista, da pittore a scultore attentissimo ai modi e alle forme
Dall’arte Egli non segue mai le ombre Altrui ed è così originale
Che svuota il marmo rendendolo cavo,
Come se fosse immateriale.
E’ bravo Abele – e la sua fama sale e sale”

Giovanni Liscio

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ABELE VADACCA

SCULTURE IN MARMO, ORO, BRONZO E TERRACOTTA . OPERE PITTORICHE CON OSSIDI METALLICI, ORO, ARGENTO 

La tradizione artistica Italiana 

E’ scultore e pittore italiano, vincitore di cattedra Accademica, si dedica alla lavorazione del marmo fin da giovanissimo, eredita dai vecchi maestri le abilità tipiche del vecchio continente. Lavora per commissioni nazionali ed internazionali, le sue opere sono visibili in tutto il mondo. 

Sfrutta con grande virtuosismo le proprietà dei materiali, applicando la scienza fino a costruire macchine e tecnologie che asservono al quotidiano bisogno creativo; portando manualmente la materia, ad un‘ estrema leggerezza trasparenza.

Studia con attenzione la forna e dietro le sue tematiche si racchiudono temi metafisici , onirici e simbologie.

Crede nel ‘mestiere’ dell’artista, alla sua arte seppur contemporanea approccia con metodi rinascimentali, ossessionato dalla trasfigurazione del reale.

Nella serie riflessi “Reflex”, nata dagli studi alchemici e dalle ricerche scentifiche intraprese, ( dipinta su velluto in seta con polveri d’oro, d’argento e metalli preziosi recuperati dalle lavorazioni delle sue sculture gioiello) sperimenta una nuova tecnica come nuova espressione d’arte. Nelle sue opere, l’osservatore è individualmente invitato a interpretare le opere pittoriche, che cambiano con il variare della luce, in una molteciplicità di sfaccettature.

Onirico e matafisico, visibile ed invisibile, materia e antimateria sono alcuni dei temi.

Uno dei simboli ricorrenti è la piuma: simulacro del nostro tempo, tacita e silente, annuncia la fragilità del nostro stato, specchio di un’ evoluta e fragile condizione umana. Simbolo del ‘ Carpe Diem’ che riassume l’importanza del concetto dello scorrere del ‘tempo’ che condiziona il nostro destino. La ricerca su forma spazio e tempo è per l’artista importantissima e lo avvicina ai temi scientifici più recenti a partire della teoria della relatività fino alle scoperte in capo astrofisico.

” Abele Vadacca, classe 1964, allievo di Floriano Bodini, della Toscana ha conosciuto soprattutto Carrara, per motivi non difficili da comprendere. Il marmo resta il suo materiale preferito, e poi sulle Apuane ha incontrato e conosciuto colleghi del calibro di Giacomo Manzù e Henry Moore. Di quest’ultimo ricorda ancora l’umiltà da maestro artigiano che lo caratterizzava, unita all’attenzione per le piccole e piccolissime forme della natura – conchiglie, ecc.-, lui che al grande pubblico è noto soprattutto per certe sue opere mastodontiche.

Naturalmente, cercherete invano tra le opere di Abele riferimenti diretti a Moore o ad altri maestri, perché il suo percorso estetico è assolutamente personale. Guardate, sul suo sito, tutte le variazioni sul già citato tema della piuma. Guardate le sue opere monumentali, tra cui la splendida MaternitàOppure le sue opere pittoriche, in cui ogni volta sembra stare per cedere alla tentazione di lasciare il figurativo, ma all’ultimo tuffo al figurativo rimane fedele, non senza aver conferito alle sue forme aspetti nuovi che sfociano in interpretazioni del tutto inedite.” Paolo Marini Giornalista 

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